GS3D: un piccolo tutorial sulla Stampa 3D (1 Parte)

Benvenuto in questo nuovo articolo di GS3D. L’argomento di oggi è molto interessante, infatti ti spiegherò nel concreto tutte le fasi della produzione nell’ambito della stampa 3D.

Per convenzione ho deciso di dividere questo tutorial GS3D in due articoli diversi: Produzione e Post-Produzione.

Nella prima parte ti spiego tutto il lavoro che si fa a partire dalla progettazione con AutoCad allo slicing con IdeaMaker (questa parte sarà facile da capire dato che ti ho già parlato di come funzionano i software e l’hardware della stampa 3D).

Nella seconda parte di questo tutorial GS3D ti spiegherò invece tutto ciò che si fa dopo aver stampato il nostro oggetto (quindi come pulire la stampante dopo aver fatto un lavoro, imballaggio, costi e spedizione del prodotto).

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Produzione

GS3D: Progettazione

Supponiamo che utilizziamo AutoCad per fare il nostro progetto GS3D. Come dobbiamo muoverci?

Ti spiego alcuni parametri fondamentali per poter realizzare il proprio prodotto (non ti spiego come progettare step by step un modello 3D poiché è un processo molto complesso, pertanto ti spiego solo i principi da applicare).

Per prima cosa bisogna capire qual è il materiale adatto alla nostra stampa.

Generalmente se si vuole stampare un oggetto per fare allenamento o per mostrare semplicemente un prototipo su cui si creerà un progetto definitivo, è bene utilizzare il PLA dato che è biodegradabile, costa poco ed è abbastanza resistente.

Inoltre, bisogna garantire un’efficiente posizione di equilibrio per l’oggetto.

cad logo

Se un oggetto come una casetta è disegnata su una base più piccola di essa, o le sue dimensioni non garantiscono un baricentro equilibrato c’è un rischio.

Il rischio è che la casetta non riesca a reggersi in piedi ed ogni volta che cerchiamo di piazzarla da qualche parte, cade.

Un altro criterio da tenere in considerazione è il riempimento interno dell’oggetto. Nonostante il fatto che gli oggetti pieni siano più solidi e resistenti, essi sono molto costosi. Pertanto se si punta alla costruzione di un prodotto che funga da modello possiamo anche lasciarlo vuoto all’interno.

L’ultima regola da rispettare riguarda le regole di costruzione di un modello 3D. E’ necessario che l’oggetto sia chiuso e che sia Manifold. Manifold significa che da ogni spigolo vengono proiettate due facce per evitare che ci siano buchi.

cad esempio

GS3D: Slicing

Una volta terminata la progettazione con AutoCad, è il turno dello slicing con IdeaMaker. Una piccola precisazione: l’estensione dei file di progettazione è .STL, i quali, nella fase di slicing vanno convertiti in G-CODE.

I file G-CODE sono compatibili con la stampante, pertanto se la denominazione non è quella, la stampa non si può fare.

In questa fase si esamina il nostro modello 3D per rilevare eventuali errori, che possono essere lievi o gravi.

Quando IdeaMaker trova un difetto lo identifica utilizzando un colore diverso rispetto a quello del modello, per permetterci di vedere immediatamente il punto difettoso.

ideamaker

A questo punto bisogna utilizzare un software integrato in IdeaMaker, chiamato Meshmixer, il quale ha il compito di correggere gli errori nei limiti delle sue possibilità.

Se gli errori nello slicing risultano irreparabili, è bene ricominciare il progetto da zero dalla progettazione.

Per questo la progettazione è la fase più difficile, ma la più importante del lavoro.

Se invece l’analisi di IdeaMaker risulta positiva, si procede con la stampa.

Il bello di IdeaMaker è che riesce a prevedere i tempi di stampa, il costo del materiale, la quantità di filamento che viene estrusa ed altre variabili che è bene conoscere per lavorare al meglio con la stampa 3D.

Con questo concludo la prima parte del tutorial GS3D sulla stampa, nella 2 parte ti spiegherò tutto ciò che si fa dopo la stampa del prodotto. A presto!

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Antun Benvestito
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