Stampa 3D: Software, progettazione e slicing

Ti sei mai chiesto come è possibile creare un prodotto come un portachiavi da una stampa 3D? Hai mai pensato a come si possa fare per disegnare quei modelli che, successivamente, diventano oggetti della vita reale?

La scorsa volta abbiamo visto quali sono i materiali utilizzati nella stampa 3D, mentre oggi parleremo dei software che ci permettono di realizzare i vari progetti. I programmi di cui oggi ti parlerò sono 2:

stampa 3d 2

Stampa 3D con AutoCad: la progettazione

AutoCad è un software di disegno tecnico in circolazione sul mercato dagli anni ‘80 ed è conosciuto per essere il programma più affidabile per il design di progetti da parte di geometri, architetti ed ingegneri.

La parola CAD, scritta dopo Auto, non è altro che un acronimo inglese che sta per “Computer Aided Design” ossia “Progettazione assistita dal Computer“. Ti dico questo per farti comprendere la natura estremamente professionale di questo tipo di programmi.

cad logo

La versione che utilizziamo si chiama AutoCad Student, che è gratuita per i primi 3 anni (infatti il programma standard è a pagamento ed è molto costoso, parliamo di cifre intorno ai 220€ per un abbonamento mensile, 780€ per un annuale e 380€ per 3 anni).

Per lavorare con AutoCad bisogna semplicemente tracciare dei segmenti dritti o curvi per comporre il modello che vogliamo.

Il concetto è molto semplice, mentre l’applicazione reale è molto complessa, tant’è vero che ci sono numerosissime funzioni adatte per ogni tipo di esigenza di design.

cad esempio

IdeaMaker: Lo Slicing e l’Estrusione

Una volta conclusa la fase di progettazione, bisogna stampare il prodotto. Quest’operazione è possibile con la tecnica dello “Slicing“. Ma cosa è questo Slicing?

Se prendiamo l’inglese come riferimento, la parola “slice” significa “fetta“, pertanto lo slicing è l’ “affettamento” di un modello 3D. Questa tecnica ha lo scopo di simulare la stampa per scovare i difetti nella progettazione.

ideamaker

Se il design è stato fatto correttamente, allora si può lanciare il comando alla stampante per realizzare l’oggetto. Questa seconda parte del processo si chiama “Estrusione“.

L’estrusione prevede principalmente tutti i movimenti effettuati dalla stampante, includendo anche il riscaldamento adatto ai vari materiali ed alla base di lavoro, chiamata “piatto“.

A seconda della complessità del progetto, il tempo di stampa 3D può oscillare da pochi minuti a parecchie ore.

estrusione
Default image
Antun Benvestito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: