Storia della Stampa 3D: dal 1982 al 2000

Al giorno d’oggi il termine stampa 3D è molto comune e anche se non si conoscono i dettagli tecnici l’argomento è abbastanza noto. Circa 40 anni fa non era affatto così e l’idea di poter stampare qualsiasi oggetto a 3 dimensioni sembrava un’impresa impossibile.

In questo articolo ti parlo dell’evoluzione di questa tecnologia dall’anno in cui è stata inventata fino al 2000. Nel prossimo articolo invece ti parlerò di come si è sviluppata la stampa 3D dal 2000 a oggi.

Stampa 3D

Stampa 3D: la nascita nel 1982

Nel corso di quest anno un certo Chuck Hull inventa la “Stereolitografia“. Essa non è altro che la possibilità di imporre il comando a una stampante di portare in vita un oggetto in 3 dimensioni attraverso un input da parte di un computer in formato .STL

In parole povere, la stereolitografia non è altro che il modus operandi di tutte le stampe a tre dimensioni e per effettuare queste operazioni è necessario l’uso di un software CAD (AutoCad per esempio).

Nel 1985 viene brevettata l’idea e in quegli anni si diffondono gli hardware. Nel 1986 altri studiosi come Deckard, Beaman e Forderhase analizzano la stereolitografia e notano che la materia prima utilizzata da Hutt è la resina (infatti oggi esistono ancora le stampanti a resina).

Siccome la resina necessita di un supporto, i tre scienziati hanno pensato di cambiare la materia prima di lavorazione, utilizzando il Nylon, una polvere. Quest’invenzione si chiama “Sinterizzazione“.

Nel 1988 un altro studioso ancora supera le intuizioni degli inventori della sinterizzazione, imponendo gli standard di stampa 3D validi ancora oggi.

Il nome di questo inventore è Scott Crump, il quale brevetta la stampante 3D con materiale fuso, utilizzando come materia prima nientemeno che la plastica. Il nome della tecnologia da lui creata si chiama Fused Deposit Modeling (FDM) Technology.

Nel 1993 la FDM si evolve e nasce la stampante a colori grazie all’Istituto di Tecnologia di Boston e due anni dopo la Fraunhofer Institute (Germania) dà vita al Selective Laser Melting, cioè l’uso di un laser che fonde metalli per la produzione di stampe solide quasi quanto quelle industriali.

Nel video che ti allego qui sotto è stato usato questo procedimento da alcuni ricercatori per riprodurre i fossili di una balena, lasciando intatto l’originale.

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Antun Benvestito
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